Natzinger revisionista
OTTOBRE BEATIFICAZIONE MARTIRE FOIBE. ALEMANNO, ATTO IMPORTANTE
i clerico fascisti esultano.

Natzinger revisionista
OTTOBRE BEATIFICAZIONE MARTIRE FOIBE. ALEMANNO, ATTO IMPORTANTE
i clerico fascisti esultano.
Se il comunismo è ateo ci sarà un motivo. L’ateismo infatti libera l’uomo da quelle catene di superstizioni sciocche in cui incorre quando è irretito dalle maglie bugiarde e truffaldine della religione.
La religione, come diceva Marx, è l’oppio dei popoli, ma non nel senso buono del termine, chè l’oppio è stato a lungo considerato un fenomeno piacevole, prima che si venisse a conoscenza degli effetti tossici sull’organismo. No. L’oppio dei popoli, inteso come quelle droghe che davano i giapponesi ai piloti di aerei prima che si andassero a schiantare volontariamente contro le portaerei americane nel Pacifico (kamikaze).
E’ la religione la principale nemica dei popoli di tutto il mondo. Facciamoci caso: tutte le guerre tuttora in corso e anche quelle del passato (Irlanda ecc..), avevano motivazioni di tipo religioso, almeno per il popolo che nascondeva con esse a se stesso la lotta di classe e quindi il vero nemico contro cui avrebbe dovuto prendere le armi.
In Tibet, per esempio, il grande numero di “dissidenti” che rischiano di cadere nelle trappole repressive della Cina, sono fomentati nel loro delirio distruttivo dai monaci tibetani e dal loro fanatico re, il Dalai Lama. A cui non importa il valore della vita altrui, pur sapendo che la grande Nazione Cinese si sta facendo strada avendo tutto l’occidente come nemico e sta in piedi tutelando la vita di 2 miliardi di persone. I monaci tibetani, capitanati da quel criminale del Dalai Lama, sono solo interessati al dominio sul Tibet, per il quale il Dalai Lama va in giro per il mondo, accolto come un pontifex maximus dai potenti della terra, non solo capi di stato, ma anche gente dello spettacolo, come Richard Gere, per portare avanti un messaggio che viene propagandato come un messaggio di pace, ma in realtà è un messaggio di guerra totale.
Anche il conflitto tra israeliani e palestinesi è un conflitto religioso, infatti si svolge tra due etnie ma soprattutto tra due diversi gruppi religiosi: gli ebrei e i musulmani.
Degli ebrei, la cosa che posso dire è che tutta l’assurdità in cui crede questo popolo è riassunta dalla figura di Gesu’: un ebreo che poi è diventato Dio per un altra religione (il cristianesimo) che, nonostante credesse che il loro Dio fosse ebreo, poi si è sempre scontrata con gli ebrei lo stesso, fino a Hitler, che pur non essendo manco cristiano, ha mandato a morte 6 milioni di persone di religione semitica.
Dei musulmani, basti dire che Maometto si è inventato una religione da un giorno all’altro, come se non fossero bastate l’ebraismo e il cristianesimo. E subito dopo cos’ha fatto? Naturalmente la guerra sfruttando quei poveri milioni di arabi ignoranti che l’hanno seguito, illusi da una vita migliore, un’ ipotetica quando inesistente ricompensa dopo morti, aiutando l’imperialista Maometto a mettere su un impero.
Oggi, l’ultimo squallido episodio è avvenuto nei paesi arabi dove l’intossicazione religiosa affligge il popolo e soprattutto le donne che sono soggiogate dall’autorità e sottoposte ai voleri imposti da sceicchi ricchissmi che vivono in castelli circondati da lusso sfrenato, da cibo e acqua in quantità (alla faccia del popolo che fa la fame e la sete).
Questi sfruttatori hanno ottenuto che si promulgasse una legge, in Egitto, con cui si vieta il trapianto di organi tra musulmani e gente di altre religioni. Da un lato è un bene perchè tra questi ricchi musulmani c’è sicuramente qualcuno che ricorre al traffico di organi, ma dall’altra parte si capisce perchè le religioni sono così condizionanti della vita e della morte delle persone, oggi come secoli e secoli fa.
E’ per queste ragioni che, giustamente, il comunismo è ateo e lo resterà sempre. Perchè il comunismo vero, dalla parte dei popoli di ogni razza e colore cui vuole portare eguaglianze e giustizia sociale, non puo’ tollerare la credenza in un personaggio inesistente (DIo , Allah, Jahvè ecc…) di cui pochi potenti si fanno sacerdoti per armare ed uccidere chi si frappone tra lui e i suoi interessi.
L’ultima voce vera del comunismo nel mondo è quella del compagno Putin. Un uomo che si è sacrificato per il suo paese. Pur di non aver conflitti con la lobby clericofascista, molto più potente della mafia degli oligarchi da lui facilmente sgominata , ha dovuto operare un avvicinamento della Russia al cristianesimo ortodosso; tuttavia questa è stata un scelta strategica: Putin ha dovuto proteggere se stesso e la sua famiglia dal potere occulto delle religioni che in piu’ occasioni ha compiuto degli attentati a suo danno.
Putin non è nuovo a questi sacrifici: egli è disposto a tutto pur di portare a dimostrare che Il comunismo è l’unica via. Un uomo così intelligente sa che i molti nemici del comunismo sono annidati anche tra gli amici, per questo il primo ministro russo si è finto anche “filocapitalista”, mai dimenticando però il benessere del popolo.
Egli sa che questa è una situazione provvisoria, che deve però lavorare molto e che la religione, nella grande Madre Russia è destinata a scomparire come è giusto che sia. Com’è negli ideali del vero comunismo e nelle aspettative del grande filosofo Karlo Marx. Ed è giusto che sia così, per una pace perpetua e la giustizia fra gli uomini.
Se crepa Franco Sensi industriale, petroliere, finanziere in un comodo letto di una bella clinica romana il popolo corre al suo funerale , piange, lo abbraccia, perchè oltre che sfruttatore il criminale era pure presidente della squadra di gladiatori che si esibisce tutte le domeniche allo stadio per distrarre il proletariato che è meglio averlo al circo a tifare e friggersi il cervello che in piazza a protestare.
Invece se muore un esercito di lavoratori il popolo se ne fotte come se ne è fottuto quando sono morte Cristina e Violetta.

Sono rimasto basito dalla notizia che di due fratelli, di colore fra l’altro, uno è in corsa per la casa bianca. L’altro invece sperimenta la vita marginale che un giovane sfigato di 24 anni, nato nella periferia di Nairobi, puo’ vivere .
Non è poco, per valutare quali e quante saranno le variabili del futuro, con una situazione così. Prendiamo Kennedy, il famoso JFK che ha fatto parlare cineasti, scrittori e inseguitori di gossip.
Il presidente “buono”, cattolico perchè di origine irlandese, che fu difeso dalla chiesa per questo motivo, nonostante fosse il vile iniziatore della guerra in Viet-Nam.
Prendiamo lui, dicevo. Aveva una storia già scritta: dal padre, Patrick, che commerciava coi Nazi prima della guerra e, i maligni dicono, anche durante. la sua famiglia era una Dynasty degna delle miglior fiction sulla “high society” statunitense. Un pedigree perfetto.
Da una dinastia così, cristiana-cattolica, bianca, fatta di bella gente, volevate che uscisse un cretino qualsiasi che non passasse alla storia? No, evidentemente. Ne e’ uscito un presidente (biondo, bello e di gentile aspetto, tanto da far innamorare Marylyn Monroe, mica la carfagna di turno) con un’immeritata fama di buono e di umano, spinto dal vaticano che resta pur sempre un prestigioso sponsor in Europa, presidente che ha finito la sua carriera col cervello spappolato sul cofano dell’auto, durante un bagno di folla a Dallas, nel ‘63, con una moglie che istintivamente, dopo lo sparo, ha cercato di afferrarlo e di conservarlo.
E, pensate, Barack Obama viene additato da qualcuno come l’erede, giustappunto, di JFK. Peccato che le sue origini siano in Kenya e che proprio lì, mentre Barack si sbatte negli USA per avere il suo posticino da “uomo piu’ importante del mondo“, un suo fratellino descriva la sua vita come quella da “ultimo della terra“: africano, sfigato, periferico, avvezzo alle risse di strada, con un reddito da un dollaro al giorno e il mangiare che scarseggia.
Se Obama venisse eletto, certo, sarebbe da prendere atto che, come recitava il famoso film con Jack Nicholson: “qualcosa è cambiato”. Non è esattamente proprio della storia statunitense che un uomo con una famiglia di questo spessore (con fratelli che vivono realtà da 3° mondo) assuma la carica da presidente degli Stati Uniti. A meno che il precedente del burattino Bush non abbia depauperato i poteri di questa carica ad un livello tale che Obama non sarà altro che un accondiscendente marionetta pure lui. Ovvero (e questa è l’ipotesi piu’
probabile) Obama sarà solo un personaggio di cui si parla molto (molto piu’ di Mc Cain, per intenderci) ma che, nei fatti, non concluderà nulla perchè a livello elettorale tutto è già deciso.
Staremo a vedere.
Le FS hanno licenziato il macchinista/RLS
Dante De Angelis. L’aver esercitato il diritto di critica ed il ruolo di scrupoloso RLS è costato, ancora una volta, il posto di lavoro a Dante De Angelis, macchinista in forza al deposito locomotive di Roma S. Lorenzo. Con questo atto la Società vorrebbe chiudere la bocca ad un delegato che ha osato mettere in evidenza le possibili lacune, ammesse anche dallo stesso AD Moretti, che hanno determinato lo spezzamento di due Eurostar nell’arco di 10 giorni. Con questa azione, che segue quella degli 8 licenziamenti di Genova ai danni di operai che avevano già terminato l’attività di manutenzione programmata il gruppo dirigente delle FS spa apre uno scontro senza precedenti contro i lavoratori delle FS, ai quali si chiede di tacere anche quando, nel ruolo di RLS, hanno l’obbligo di segnalare ogni possibile elemento di rischio che possa pregiudicare la sicurezza dei lavoratori, dei treni e dei cittadini che ogni giorno li usano con fiducia.
Dopo le abbuffate di ipocrisia (precedenti la stesura del Testo Unico) che lo volevano al centro di un sistema virtuoso tendente al progressivo miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, il ruolo del RLS, col licenziamento di Dante De Angelis, torna a essere quello delle origini: scomodo e, quindi, da ridurre al minimo, al silenzio. In più, Dante è stato licenziato perchè ha posto al servizio della collettività, dei cittadini-viaggiatori, la propria esperienza, una sorta di garanzia che, per qualità del servizio ferroviario, si potesse contare soprattutto sui diretti artefici: i ferrovieri stessi.
Per questo abbiamo tutti il dovere di rispondere in modo adeguato a questa sfida, richiedendo il reintegro immediato di Dante De Angelis.
Firmate!!
Dopo Calearo e Colaninno la classe operaia conta anche su Giovanardi. il Presidente nazionale dell’ Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche A.I.O.C difende gli 8 operai licenziati dai manager ex-sindacalisti di ferrovie dello stato per aver infranto le regole sulla timbratura dei cartellini. «Non mi piace l’Italia dei fannulloni, ma ancor meno un’Italia da caserma».
Dopo i figli dell’Iphone quelli della ventura. Montano approfitta della medaglia e alla premiazione fa uno spottone per il suo ristorante , ci prende per il culo, si intasca il ricco premio esentasse e rimedia una figura di merda all’Italia . Se fossimo in un paese civile il comitato olimpico italiano l’avrebbe punito , la finanza avrebbe chiuso il suo ristorante e spedito il cretino sull’isola dei famosi.

L’installazione di elementi missilistici statunitensi in Europa rappresenta una parte integrante degli armamenti nucleari degli Stati Uniti e si tratta di elementi in grado di modificare radicalmente il sistema di sicurezza in Europa.
(Vladimir Vladimirovič Putin)
La sconfitta americana in Ossezia del Sud ha pochi consensi negli USA anche Pat Buchanan, conservatore, consigliere dei presidenti americani Nixon, Ford e Reagan, co-fondatore e redattore di The American Conservative ha scritto questa critica nei confronti dell’amministrazione Bush. Secondo Buchanan l’accusa di aggressione rivolta ai russi è priva di fondamento come lo è quella di una risposta eccessiva, considerati i precedenti.
La decisione di Mikheil Saakashvili di usare l’apertura dei Giochi Olimpici per coprire l’invasione georgiana della sua provincia separatista, la Sud Ossezia, va classificata in stupidità con la decisione di Gamal Abdel-Nasser di chiudere gli stretti di Tiran alle navi israeliane.
Il grossolano errore di Nasser gli costò il Sinai nella Guerra dei Sei Giorni. Il grossolano errore di Saakashvili probabilmente significa la perdita permanente della Sud Ossezia e dell’Abcazia.
Dopo aver bombardato e attaccato della quello che proclama essere il suo paese, uccidendo una quantità di suoi cittadini osseti e spingendone decine di migliaia a fuggire in Russia, l’esercito di Saakashvili, nel giro di 48 ore è stato sbattuto indietro in Georgia.
Vladimir Putin ha colto l’opportunità di scacciare a calci l’esercito georgiano dall’Abcazia, e per bombardare Tbilisi e assediare Gori, città natale di Stalin.
Godendo della sua condizione di intimo di George Bush, Dick Cheney e John McCain, e di unico alleato democratico degli americani nel Caucaso, Saakashvili ha pensato di poter effettuare un attacco fulmineo e presentasi al mondo con un fait accompli.
Ma Mikheil non ha calcolato né la collera né la risolutezza dell’Orso.
Le accuse americane di aggressione russa suonano vuote. La Georgia ha cominciato il combattimento. La– Russia lo ha terminato. Chi inizia le guerre non ottiene di decidere come e quando si debbano concludere.
La risposta della Russia è stata “sproporzionata” e “brutale,” si è lamentato Bush.
Vero. Ma non abbiamo forse autorizzato Israele a bombardare il Libano per 35 giorni in risposta ad una schermaglia di confine in cui diversi soldati israeliani sono stati uccisi e due catturati? Non fu quella risposta molte volte più “sproporzionata”?
La Russia ha invaso un paese sovrano, ha ragliato Bush. Ma gli Stati Uniti non bombardarono forse la Serbia per 78 giorni e non la invasero per obbligarla a cedere una provincia, il Kosovo, su cui la Serbia vantava un diritto storico ben maggiore di quello che la Georgia pretende di avere su Abcazia o Sud Ossezia, le quali preferiscono entrambe Mosca a Tbilisi?
Non è stupefacente l’ipocrisia occidentale?
Quando l’Unione Sovietica si è divisa in 15 nazioni, abbiamo celebrato. Quando la Slovenia, la Croazia, la Macedonia, la Bosnia, il Montenegro e il Kosovo si sono separati dalla Serbia, ci siamo rallegrati. Perché, allora, questa indignazione se due province, i cui popoli sono etnicamente diversi dai georgiani ed hanno combattuto per la propria indipendenza, dovessero riuscire a separarsi?
Le secessioni e la dissoluzione delle nazioni sono lodevoli solo quando si accordano con l’agenda dei neocon, molti dei quali detestano in modo viscerale la Russia?
Che Putin abbia colto l’occasione della prodezza provocatoria e stupida di Saakashvili per somministrare una dose supplementare di punizione è innegabile. Ma non è forse comprensibile la rabbia russa? Per anni l’occidente ha rinfacciato alla Russia la sua sconfitta nella Guerra Fredda e l’ha trattata come la Germania di Weimar.
Quando Mosca ritirò l’Armata Rossa dall’Europa, chiuse le sue basi a Cuba, dissolse l’impero del male, lasciò che l’Unione Sovietica si dividesse in 15 stati e cercò amicizia ed alleanza con gli Stati Uniti, noi che cosa abbiamo fatto?
Trafficanti americani hanno colluso con furfanti moscoviti nel saccheggio della nazione russa. Rompendo un impegno con Mikhail Gorbachev, abbiamo allargato la nostra alleanza militare nell’Europa Orientale, fin sulla porta della Russia. Sei nazioni del Patto di Varsavia e tre ex repubbliche dell’Unione Sovietica sono ora membri della NATO.
Bush, Cheney e McCain spingono per far entrare l’Ucraina e la Georgia nella NATO. Questo significa che gli Stati Uniti dovrebbero entrare in guerra contro la Russia per difendere la città natale di Stalin e per la sovranità sulla Crimea e su Sebastopoli, sede tradizionale della flotta russa del Mar Nero.
Da quando questi sono diventati interessi vitali degli Stati Uniti, tanto da giustificare una guerra con la Russia?
Gli Stati Uniti hanno abrogato unilateralmente il trattato sui missili balistici perché la nostra tecnologia era superiore, quindi hanno progettato di collocare le difese antimissile in Polonia e Repubblica Ceca in difesa dai missili iraniani, benché l’Iran non avesse ICBM né bombe atomiche. Una controfferta russa per mettere insieme un sistema antimissile in Azerbaijan è stata rifiutata immediatamente.
Abbiamo costruito l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan-Ceyhan dall’Azerbaijan alla Turchia attraverso la Georgia per tagliar fuori la Russia. Quindi abbiamo aiutato la deposizione di regimi amici di Mosca con le “rivoluzioni” democratiche in Ucraina e Georgia ed abbiamo provato a ripeterle in Bielorussia.
Gli Americani hanno molte belle qualità. La capacità di vedersi come gli altri li vedono non è tra queste.
Immaginate un mondo che non avesse mai conosciuto Ronald Reagan, in cui l’Europa avesse abbandonato la Guerra Fredda quando Mosca installò quei missili SS-20 ad est dell’Elba. E se l’Europa fosse uscita dalla NATO, ci avesse detto di tornare a casa e diventare subordinata a Mosca.
Come avremmo reagito se Mosca avesse fatto entrare l’Europa occidentale nel Patto di Varsavia, stabilito basi in Messico e a Panama, messo radar per la difesa antimissile e missili a Cuba e si fosse unita alla Cina per costruire oleodotti per trasferire il petrolio messicano e venezuelano ai porti del Pacifico e da lì spedirli in Asia? E tagliarci così fuori? Se ci fossero consiglieri russi e cinesi che istruiscono gli eserciti dell’America Latina, come noi facciamo nelle ex repubbliche sovietiche, come reagiremmo? Osserveremmo distratti un simile comportamento russo?
Per un decennio, alcuni di noi hanno avvertito della follia di affrontare la Russia e di violarne lo spazio. E ora i polli dell’imperialismo democratico sono andati a razzolare proprio lì: a Tbilisi.
Patrick Joseph “Pat” Buchanan