La bellezza del comunismo

Sarà che non capisco molto del mondo e delle cose, ma mi sembra una domanda senza senso quando molte persone si chiedono se oggi abbia ancora senso dirsi e sentirsi comunisti.

Il comunismo infatti non è solo il principio ispiratore della sublime filosofia di Karlo Marx, ma è una vocazione naturale dell’uomo, quand’egli volesse esprimere “umanità” e non “bestialità”.

Il razzismo, il sessismo, lo sfruttamento, il ricorso alla forza, alla violenza, allo stragismo e alla guerra, infatti, sono tante parvenze di un’unica medaglia: la scomparsa dell’ideale comunista dalle menti umane.

Senza stare a prendere come esempio la politica, basta guardare allo stile di vita di ciascuno di noi per vedere che vestiamo americano, mangiamo americano, ragioniamo americano, ci stressiamo tutti per imparare la lingua americana, con milioni di lingue che esistono nel mondo. Perchè? Perchè l’America oggi è considerata il miglior esempio della migliore vita possibile per l’uomo.

Ma tutti noi possiamo facilmente capire che se l’America è il migliore dei mondi immaginabili per l’uomo, allora la nostra evoluzione non è che abbia ricevuto così grandi scossoni. Storicamente l’America (intendo il faro dell’occidente: gli Stati Uniti) ha nella sua cultura l’esaltazione dell’individuo, il self-made-man, colui che si è arricchito da se, che si è “fatto da solo” dove con quest’espressione si intende l’aver scavalcato gli altri ed essersi procurato una serie di privilegi che alla maggioranza sono preclusi.

Individualismo, avidità, identità, considerata come l’insieme di “merci” che si riesce a possedere e a spacciare: questa è la cultura americana. Che riesce a propagarsi a livello massificato tramite la pubblicità, le icone pop-art banalizzate, il flusso di denaro che parte dai pochi e ai pochi resta. La cultura americana è la cultura della differenza, intesa come disparità, tra coloro che “possono” e quelli che no, e dove il “potere” è il riflesso degli zeri che si aggiungono alle cifre del conto corrente, magari alle Cayman e che si traduce in ville, barche, oggetti: merci che fanno essere la persona quella che è, laddove quella che è è il “ricco”.

Non vi è nella cultura americana (o americanista, come dice qualcuno) una valorizzazione della differenza come principum individuationis della persona, ma solo delle merci da essa possedute, che, come diceva Marx, la reificano. Da un lato la definiscono come una “importante”, degna di considerazione, portando immediatamente il suo negativo: il “non possesso” che è e rimane un disvalore culturale e antropologico.

Chiunque è soggetto a questi condizionamenti, anche chi magari pensa (o ne viene giudicato) privo. Prendiamo Bin Laden: nei filmati che a suo tempo venivano mostrati, era evidente che al polso aveva un Girard Perregaux di ottima fattura e di gran moda. Un classico degli orologi che la diceva lunga sul suo narcisismo e la sua cultura di provenienza.

E’ strano che Bin Laden avesse un orologio così, ma se si va a vedere la sua storia, si capisce che anche lui, come Bush, Cheney, Wolfowitz e Rumsfeld, apparteneva a quel mondo e, alla pari di un radical chic impegnato nel sociale, andava a fare il partigiano nei monti afghani, diventando il celebre e ricchissimo sceicco “public enemy n°1″. Molti hanno “fatto il tifo” per Bin Laden. Ma questo modo di vedere le cose, da tifoseria è frutto di un ulteriore condizionamento del capitale sulle coscienze.

Il comunismo non è morto con il muro di Berlino, con la fine della Russia Sovietica. Non muore un ideale quando muore un impero. Il comunismo è migliore e piu’ bello della Russia sovietica. Il comunismo è un totem, una luce sul cammino evolutivo di ogni coscienza.

Comunismo significa non rassegnarsi alla realtà di queste disparità materiali tra gli umani. Non stare in silenzio davanti allo sfruttamento, alle morti sul lavoro, alle ingiustizie vissute quotidianamente dai miliardi di deboli, di “ultimi” della terra. Comunismo significa non approvare mai tutto questo. Non è una moda, o una religione. Non è una contingenza storica che tramonta con le forme storiche a cui si è dato questo nome. Il comunismo è una sensibilità, una concretezza del vivere che stabilisce il principio per tutti di avere eguali disponibilità di risorse sul pianeta. Comunismo significa “a ciascuno secondo i propri bisogni”, Valorizzazione dell’umanità nella pienezza del vivere. Il comunismo non è una speranza, è “la” speranza che l’umano si possa riscattare facendo e ricevendo giustizia sociale. Ed è soprattutto volontà di far vivere l’immaginabile: una specie attiva sul pianeta e conservativa delle proprie risorse interiori ed esteriori.

2 Commenti

  1. A parte le cazzate di MilesChristi (mi chiedo che senso ha il richiamo a Cristo per uno che scrive un commento cosi’, mah!!), una sua osservazione dà la misura della sua profonda “ignoranza”.L’uomo prima dei 10.000 anni a cui fa riferimento che tipo di uomo era? Certamente non quello che disegna lui. Il che ci conforta nell’idea che processi storici e sociali di condizionamento producono relazioni e società “condizionate” e non “libere”.Battersi per “liberare” l’uomo significa immaginare ed organizzare una società e delle relazioni in cui ciò che viene distribuito in funzione della ricchezza creata non sia elemento di divisione ma di condivisione.
    Mettere un recinto intorno ad un terreno è cosa diversa che costruire uno spazio usufruibile da tutti.
    Noi guardiamo alle condizioni materiali degli uomini ed a come queste producono le diseguaglianze, i privilegi e le opportunità.E combattiamo contro quelle non contro un’idea impalpabile e filosofica .
    Qualsiasi rivoluzione ha leader.Non significa che siano più uguali di altri ma solo che la loro coscienza sociale produce idee e mette in moto l’energia necessaria al cambiamento.

  2. Ora sarebbe facile sparare a zero su questo articolo. Sarebbe facile chiamare a testimoniare quei milioni di morti che ilcomunismo a provocato. ma appunto perchè facile lo considero banale, voglio raccogliere la sfida che questo delirio lancia.
    Cos’è la base ideologica del comunismo:? L’idea presa a dogma dell’eguaglianza dell’uomo. Ora io mi domando: esiste un’atra idea tanto assurda? Io non credo, perchè poggia su due fondamentali equivoci.
    Primo: è un assoluto, e tutti gli assoluti hanno dei gravi handicap, il pricipale fra tutti è che se sono prodotti da idee umane sono quasi sempre falsi. Ma proviamo ad ammettere che quest sia un’eccezione e sia vero. Se siamo davvero ttti uguali da dove nascono le differenze? perchè qualcuno sopprafà il prossimo e qualcuno si chiama Gahndi? E ancora se siamo davvero tutti uguali e questa è una caratteristia insia nell’uomo, come mai ci sono voluti più di diecimila anni perchè quest’idea si affermasse?
    Voi mi parlerete dell’evoluzione. ma l’evoluzione è n processo di specie, per cui come mai storicamente solo le elite hanno accettat con entusiasmo questa idea? erano più evoluti? se sì allora ho d nuovo ragione io, no siamo tutti uguali.
    E per inciso da Voltaire a Lenin sno tutti d’accordo: le masse vanno guidate. Perchè? perchè i compagni filosofi sono più uguali degli altri.
    Ammettiamolo, non siamo tutti uguali. L’unico modo per ottenere una simile condizione è riprogrammare la mente e la coscienza di un popolo con la forza. E qui arriva il secondo punto.
    Voi accusate gli Usa di averci imposto il loro modo di pensare. Sarà. Ma delle due l’una o anche voi la pensate come gli Usa oppure questa è un’altra balla colossale. In definitiva il comunismo solo un’enorme menzogna, che come tutte le menzgne ben cotruita è fatta di frammenti di verità. ma mille e una scegge di Verità possono costruire la più gande Menzogna. voi ce lo dimostrate giorno dopo giono.
    MilesChristi, un clericofascista.


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