
Ho ricevuto pochi commenti, di cui uno in particolare scritto da Miles Christi, che mette in rilevo proprio le differenze sostanziali che esistono tra la visione cristiana (e religiosa in generale) e l’Ideale comunista.
Egli accusa il comunismo di voler livellare l’uomo che per natura sarebbe individuato. Questo è un vecchio argomento anticomunista: “voi volete che tutti gli uomini siano uguali, ma non vedete che la diversità è cio’ che valorizza la vita di ciascuno e questa pretesa di egualitarismo è solo un tentativo di appiattire il genere umano”.
Un letterato servo del potere americanista, come Milan Kundera (che già con un nome così…) quando voleva stigmatizzare il regime “comunista” che esisteva trent’anni fa in Cecoslovacchia, faceva riferimento al fatto che lì le persone vestivano tutte con i medesimi capi dozzinali da officine di stato. Ed era uno degli argomenti che piu’ faceva presa sulle labili testoline programmate all’anticomunismo.
In realtà le entità storiche hanno sì un peso: allo stesso modo che nell’antichità remota l’impero romano ha condizionato (nel vestire, nel navigare, nell’ingegneria idraulica e stradale, nella lingua ecc..) moltissime regioni dell’Europa e dell’Asia, oggi il pianeta globalizzato è condizionato dall’americanismo: dalla sua economia e conseguentemente dalle forme sociali e antropologiche cui essa dà luogo.
E noi, come dicevo nel post precedente, siamo tutti, senza eccezione, assoggettati a queste mode imposte dal mercato americano. La lingua inglese, oggi, è la lingua planetaria della cultura tecnica, medica, informatica ed economica. Perchè è la lingua degli americani, dei capitalisti per antonomasia, anche se l’America (gli USA) contiene e reprime impietosamente masse consistenti di diseredati e nullatenenti, che non hanno neppure diritto all’assistenza sanitaria che laggiu’ è solo a pagamento.
E’ il capitalismo che produce il vero livellamento. Esso appiattisce il linguaggio di ciascuno, ne appunta le parole, Livella le priorità di ciascuno secondo le esigenze economiche delle classi privilegiate. Irriggimenta lo sfruttamento estendendolo sul piano planetario, usando la tecnologia non per risolvere i problemi dei miliardi di persone che sono vive ma per controllarle e per ottenere sempre nuovi profitti.
Ora: il livellamento di cui parlano gli anticomunisti non appartiene al comunismo come ideale, anche se magari è appartenuto a qualche regime che si è detto comunista, ma che di fatto si è inquadrato in forme totalitarie sul cui comunismo ci sarebbe da discutere. Il vero livellamento è quello prodotto dall’alienazione capitalistica.
Che definisce e impone come preferibili dei parametri di “normalità” legati alle esigenze produttive delle classi dominanti. Che propaganda le direttive per comportamenti standard, definiti “buoni” perchè incanalati e incanalabili verso i “naturali” mutamenti che le esigenze di sempre maggiore profitto impongono alle collettività (E qui il filosofo Michel Focault ha approfondito molti aspetti di questo problema, a partire dalla sua opera “sorvegliare e punire”).
Certo, un anticomunista-tipo trova “livellante” il vestito dozzinale dei Kolkhoz. Trova (ed in effetti lo è) triste che i cittadini sovietici potessero scegliere tra poche paia di pantaloni e pochissimi modelli di casacche.
Ma questa “pecca” triste di quei regimi totalitar-comunistici (non chiamiamoli comunisti, perchè sono stati sconfitti e il comunismo per definizione, non sarà mai sconfitto, perchè è il Bene umano che lotta sempre contro il male) fa dimenticare che dietro l’ultimo modello di Nike che ci mettiamo orgogliosi, dopo aver speso 200 euro e aver scelto tra una quantità incommensurabile di modelli, molto probabilmente c’è un bimbo di 8 anni thailandese che le ha cucite per 5 centesimi di euro. E questo viene considerato un “normale” male “necessario”.
Il livellamento piu tragico, che nessuno dovrebbe poter tollerare è quello delle opportunità. Pasolini in “Mamma Roma” faceva dire ad Anna Magnani che trova il figlioletto 17enne morto in carcere per una bravata delinquenziale: “Mio figlio era un delinquente perchè suo padre era un delinquente e perchè il padre di suo padre lo era e lo era anche il padre del padre del padre di suo padre”.
Questo è il male del capitalismo: una sorta di nemesi, di maledizione generazionale che colpisce le classi sociali deboli livellandone e limitandone le possibilità, ampie e disponibili solo per coloro che vengono generati in seno alle famiglie che detengono il capitale. Il debole non puo’ sbagliare, non puo’ osare, non deve isolarsi, non deve pensare nè parlare troppo: deve attenersi alle regole date senza discutere altrimenti finisce (diceva Collodi) “in prigione o all’ospedale”.
Il comunismo non è niente di tutto questo, anzi è il contrario: “a ciascuno secondo i propri bisogni, a ciascuno secondo le proprie necessità”. Karlo Marx era chiarissimo in merito. Comunismo significa rifiuto concreto, da parte dell’uomo, di essere ingranaggio di una macchina, letteralmente e anche metaforicamente di un sistema congegnato dalle classi dominanti. Comunismo significa autocoscienza: recupero della propria dignità di umani-pensanti e traduzione automatica del pensiero in azione. Comunismo significa lottare per l’umanità propria e di tutti. E’ un pensiero essenziale: comunicabile e pensabile, per Marx. Vuol dire “impossibilità di essere felice se non hanno la possibilità di esserlo anche gli altri”. Il comunismo è apertura all’altro ed è accettazione del lato umano, soprassedendo completamente al lato materiale come definitorio dell’identità di chicchessia.
Non si puo studiare niente se si passano 18 ore lavorando. Non si puo avere alcuna formazione se si passano infanzia ed adolescenza a cucire scarpe per la NIke. Questo sistema che permette questi soprusi va rovesciato in nome di un disgusto istintivo che prende le mosse dall’impatto con l’ingiustizia sociale.
Perchè la proprietà privata che mette milioni di persone in tali condizioni non è solo un furto, è un crimine e chi usa il proprio potere per continuare a perpetrare mondialmente queste logiche va rovesciato, va sbugiardato, gli si deve far abbassare la cresta, rendendolo consapevole della propria disumanità.
Ancora nessun commento.
Ancora nessun commento.
Lascia un commento















______________________
1)


___________________________





