kilombo: social-network individualista, fascista, servo di confindustria

Mi soffermo ancora sul metablog Kilombo. Un “raccoglitore” di articoli che, teoricamente, dovrebbero essere scritti da blogger di sinistra. Pomposamente accomunati da una “carta dei principi” che dovrebbe stabilire un’ “etica dei valori”, un “patrimonio di significati condivisi” al fine di mettere insieme un’avanguardia progressista capace di suggerire IDEE ai politici che portano istanze di giustizia sociale nel nostro paese.

Ma non solo non esistono politici ad alto livello che portino alcunchè “di sinistra” quando sono chiamati a decidere le regole che coinvolgono la vita, la sussistenza, il presente e il futuro lavorativo ed esistenziale degli italiani. Osserviamo che neppure in Kilombo, social network di sinistra, i minimi criteri di democrazia (e sto parlando proprio di qualcosa di minimo)vengono osservati.

Come qualcuno di voi sa, il blog Precariopoli è stato cacciato da Kilombo con disonore. Per motivi che ancora non ci è dato di capire, crediamo, Antonio ed io, che sia per un fatto squisitamente ideologico: le idee di questo blog non andavano bene al caporedattore, Valerio Pieroni, spesso accusato dagli utenti stessi di Kilombo di comporre post papisti ed omofobi e ad un redattore,Spartacus Quirinus, che abusa del suo potere in modo vergognoso, cancellando arbitariamente post che non gli aggradano e sospendendo i blog di chiunque osi protestare sulle sue sempiterne decisioni.

Questo Spartacus Quirinus ha escluso abusivamente (e pensare che Kilombo si caratterizza per essere un social network con una specie di “costituzione”) oltre a Precariopoli, Crisi e conflitti (blog di politica internazionale tenuto da un filosofo che collabora anche con “porta di Massa“) e “pensareinprofondo” , blog del compagno Mario Paravani.

Il delitto del Paravani, in quest’ultimo caso, è ascrivibile, oltre che alle proteste per la sospensione del nostro Precariopoli e alle reiterate richieste di spiegazioni e limiti temporali, che non sono mai state date, al fatto che, nell’ultimo post critica l’abominevole riforma del TFR, attuata dal governo Prodi, che ha portato milioni di lavoratori ad essere esposti, alla luce degli eventi finanziari in atto, allo scoperto che il crack della Lehman ha determinato in Unipol (che faceva affari con la Lehman), cui moltissimi contributi dei lavoratori italiani sono stati diretti.

Un imperdonabile informazione e un ancor piu’ imperdonabile giudizio, che, secondo l’assicuratore piddino e fascista Spartacus Quirinus, ora redattore di Kilombo, non poteva e non doveva essere espresso all’interno di siffatto “aggregatore di sinistra”.il social-network Kilombo, dunque, mostra di essere di sinistra nella maniera fascista in cui sono di Sinistra Colannino, Calearo , Veltroni, Bindi , Rutelli e tutti clericofascisti che hanno rubato un aggettivo che alle loro azioni e ideologie proprio non si confà. Pieroni e Spartacus Quirinus altro non fanno che perpetuare, nel loro operato, quelle tendenze emarginanti, discriminatorie, censorie ed autoritarie che riducono al silenzio e alla rassegnazione le istanze di eguagliana dei diritti e di giustizia sociale, arrivando a perseguitare, per quello che possono, le istanze critiche, ammantandosi di motivazioni infondate e insostenibili da chiunque si dica, neppure “comunista” ,ma “liberaldemocratico”.

Nello scandaloso silenzio di coloro che nonostante cio’, continuano a postare su quell’aggregatore di infiltrati fascisti, facendo finta di niente, se ne sono andati Famigliafantasma, che si sentiva discriminato in quanto gay e la scrittrice Rita Pani, che non s’identifica piu’ in una conduzione così fascista di quel social-network. Si aggiunga anche che Galatea, una delle migliori blogger dell’aggregatore, da giorni non posta piu’. Presumo per aver sofferto di analoga intolleranza così di moda nel “democraticissimo” aggregatore.

Esorto i compagni a scrivere in redazione e ovunque possa essere resa pubblica la presenza di infiltrati fascisti in un social-network di sinistra.

11 Commenti

  1. Rita hai ragione però un conto è decidere di andarsene per scelta libera un conto è essere messi al bando da una banda di imbecilli.

  2. @ Lady (Ma ciao!) Perché andarsene da Kilombo? E’ semplice: per lo stesso motivo per cui non ho mai votato DC e mai voterò PD. Perché se è a sinistra che dobbiamo stare, ci dobbiamo stare veramente. Restare a combattere contro chi? Due imbecilli veltroniani in casa loro? Come dire che mi iscrivo alla pdl per minare dall’interno.
    Credo che chiunque si riconosca nei valori della sinistra (quella vera) dovrebbe lasciare Kilombo.
    R.

  3. @Ladytux: bentornata compagna. Comunque non ce ne stiamo andando, CI STANNO CACCIANDO. In ogni caso appuntamento a tutti sulla home di KIlombo domattina alle 9. Non mancate.

  4. Nell’ultimo anno spesso ho letto di censure attuate da sostenitori del PD ai danni di persone di sinistra su Kilombo, credo che questo sia il decimo post di denuncia nel quale incorro casualmente.
    Ciò mi fa credere che ce ne siano molti di più e mi fa sorgere una domanda spontanea: perché chi ci scrive ancora e si ritiene di sinistra non ha lasciato il metablog? Forse qualche visita in più vale la propria coerenza?
    Non prendiamoci in giro, il PD non è sinistra ed un simile aggregatore non può che essere una presa per i fondelli per far credere di non essere diventati democristiani.
    Abbiate coerenza: denunciate il fatto e lasciate quella realtà al suo triste declino, la visibilità si ottiene con buoni contenuti e comunque non è necessario avere cento commenti per sentirsi realizzati.
    O almeno lo spero…

    Ai censurati: meglio fuori che complici.

  5. In effetti, e vale anche per compagni come ciclofrenia, perché state zitti sui vostri blog su questa vicenda?
    Basta fare un post tanto per non far passare la cosa sotto silenzio.
    Il prossimo sarà Korvo.


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